Tesori da scoprire

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Il corallo di Sciacca

Ci sono gemme che non si estraggono scavando montagne, ma scendendo nel mare. È il caso del corallo di Sciacca, scoperto fortuitamente da alcuni pescatori nel 1875 sui fondali al largo della città siciliana: un corallo fossile, cresciuto sull’isola vulcanica Ferdinandea che emerse nel 1831 per poi tornare sott’acqua appena un anno dopo.

Il corallo del Mediterraneo è della specie Corallium Rubrum, cresce dai 50 ai 200 metri di profondità e presenta dimensioni ridotte rispetto al corallo asiatico. L’aspetto e il colore del corallo dipendono dal luogo e dalle profondità in cui si è sviluppato.

Ogni ramo di corallo è lo scheletro calcareo di colonie di piccolissimi polipetti bianchi che vivono e si riproducono per via asessuata.

Il corallo di Sciacca ha caratteristiche uniche che lo distinguono da tutti gli altri coralli: la sua colorazione varia dall’arancio intenso al salmone-rosa pallido caratterizzato da macchie brunastre e talvolta nere proprio a testimoniare e a certificare la sua origine vulcanica.

All’interno dei laboratori artigianali, le tecniche antiche di lavorazione riprendono vita grazie alle sapienti abilità dei maestri corallari che con attenzione scrupolosa tagliano, smussano e lavorano ad uno ad uno i minuti rami di corallo combinandoli insieme per creare le forme più diverse ed originali.

Il corallo di Sciacca, infatti, si presta moltissimo ad essere inciso. Le varie forme in cui si presenta in natura danno ai nostri artigiani grande stimolo nel ricercare le fantasie che più si adattano alla forma originale del ramo. Il prezioso prende vita così seguendo le forme naturali della materia, forgiata dal Mar Mediterraneo.

Dopo le fasi iniziali del taglio e della crivellatura, il corallo viene pulito dal fango e dalle concrezioni calcaree sviluppatesi nel fondo degli abissi. Appena pescato dal mare il corallo si presenta infatti di colore marrone-grigio ma un’attenta pulizia riporta alla luce il suo incredibile colore arancione salmonato.

Alla fine dell’ottocento si scatenò una sorta di febbre del corallo a Sciacca, e il prezioso materiale venne depradato. Ma nel 2012, proprio a Sciacca, cinque aziende specializzate nella lavorazione di questa gemma del mare si sono riunite in un consorzio per preservarne l’identità e la storia.

Il Consorzio è depositario del marchio collettivo di tutela “Corallo di Sciacca” registrato presso il Mistero dello Sviluppo Economico (UIBM) ed intende rivendicare l’appartenenza e il legame con un territorio, quello di Sciacca, di cui si propone di valorizzare la storia e le tradizioni, salvaguardando in particolare l’eccellenza dell’artigianato locale che trova massima espressione nell’arte antica della lavorazione del corallo che oggi vanta il riconoscimento istituzionale dalla Regione Sicilia e della CCIAA “Premio Progresso Economico e Legalità”.

Le tecniche di lavorazione di una materia cangiante come il corallo del Mediterraneo sono state tramandate nel tempo e trovano oggi negli artigiani del Consorzio degli interpreti eccezionali della tradizione siciliana capaci di coniugarla con la creatività individuale e il gusto contemporaneo.

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