Tesori da scoprire

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La raccolta di Bacco: giornate in campagna tra un pistacchieto e l’altro

I ricordi di infanzia di ogni brontese, nato e cresciuto tra le drupe, sono certamente legati ai lunghi ed impegnativi giorni dedicati alla raccolta. La storia si ripete ogni due anni quando, dopo aver atteso con pazienza la stagione di “scarico” delle piante, gli abitanti del piccolo paese pedemontano tornano ad affollare le campagne giorno e notte, carichi di cesti, reti e bastoni per procedere con il rito della raccolta, rimasto uguale e sacro da centinaia di anni. E’ un processo faticoso, che richiede tante attenzioni, profuse energie e l’impegno di più persone possibili per riuscire a completare tutte le fasi della raccolta in modo spedito. I terreni sui quali bisogna abbarbicarsi, sono impervi e scoscesi perchè all’interno delle sciare, ovvero  terreni di origine lavica che rendono difficili anche le operazioni più semplici e costringono gli agricoltori a pesanti sforzi per la raccolta del pistacchio. Perchè il pistacchio cresce così rigoglioso lì proprio dove apparentemente la terra è arida? I prodotti delle eruzioni vulcaniche, ricchi di sostanze minerali, in Sicilia orientale si comportano come un concime: rendono il suolo una fonte inesauribile di nutrimento. Ecco qual è il segreto che conferisce al pistacchio di Bronte le proprietà  in termini di gusto, colore e contenuto che lo rendono unico al mondo e tanto prezioso da essere definito “oro verde”.

Torniamo alle giornate in campagna, sotto il sole cocente di fine Agosto che racconta la calura dell’estate siciliana. La “frastuca” (pistacchio in dialetto siciliano) attende di essere raccolta e le campagne rivivono, rinascono e vengono ripopolate non soltanto dagli agricoltori ma da intere famiglie, intente a condividere con più generazioni, le settimane all’insegna di una tradizione, oltre che di una attività agricola.

Quando non è possibile raccogliere i frutti grappolo dopo grappolo, vengono fatti cadere scuotendo gli alberi all’altezza dei tronchi, aiutandosi a volte anche con un bastone. Tutto attorno vengono posizionate delle tende, reti , degli ombrelli capovolti o dei contenitori, che solitamente vengono trasportati a spalla. In questo modo, il pistacchio che cade è più facile e veloce da raccogliere. Questa parte del processo tecnicamente prende il nome di «bacchiatura».

I pistacchi appena raccolti e trasportati in grossi sacchi sono avvolti dal mallo, uno strato di polpa — simile a una buccia — che contiene il frutto. Il mallo viene eliminato attraverso un procedimento meccanico, chiamato «smallatura», al termine del quale si ottiene la tignosella, ovvero il pistacchio in guscio. Affinché il frutto verde mantenga il suo colore brillante e non rischi di essere contaminato, la smallatura deve avvenire nelle 24 ore successive a quelle della raccolta. Completata questa procedura, il pistacchio ancora nel suo guscio verrà lasciato ad asciugare al sole per alcuni giorni, adagiato su teli o reti.

C’è qualcosa di magico, di affascinante, in questa tradizione che si tramanda di padre in figlio, quando le luci del giorno si spengono per lasciare spazio alle finestre illuminate dei casali che costellano le trazzere delle campagne. Lì, dove lo sviluppo, l’innovazione e l’ingegno, hanno portato all’affermazione di una rete imprenditoriale viva e lungimirante, si conservano gelosamente gesti antichi e pieni di valori familiari, compreso l’attaccamento emotivo e sentimentale alla propria terra, al proprio luogo natìo, alle proprie radici.

La terra che dà i frutti preziosi chiamati pistacchio, è la casa anche di Bacco e le porte si spalancano verso chi nutre curiosità nei confronti di un mondo contadino ma sempre al passo con i tempi, che potrà regalare emozioni inaspettate. Ecco perchè nasce l’idea di un tour tra le nostre campagne, capace di condividere con gli altri, l’esperienza di una giornata tra i pistacchieti, ascoltando storia e segreti e degustando all’ombra di un albero, le migliori prelibatezze locali.

Si chiama “La raccolta di Bacco” ed è un tour guidato da un esperto che traccerà un iter sensoriale, tra racconti e sapori ed una degustazione speciale, con una visita finale all’interno dell’azienda, per una completa conoscenza del mondo del pistacchio. In più, si aggiunge la possibilità di chiudere il tour con un pranzo prelibato con prodotti locali.

Per info e prenotazioni, cliccate qui

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