Le storie della Sicilia

.Sicilia, miti e storie da narrare

Le “ntuppatedde” di Sant’Agata: chi sono?

I dolci tipici della Pasqua in Sicilia

Da qualche anno si aggirano delle nuove figure vestite di bianco. Le “ntuppatedde” di Sant’Agata: chi sono? Donne di bianco vestite e velate. Una tradizione nuova ma che ha radici lontanissime e le “‘ntuppatedde” destano ancora molta curiosità tra i veterani della festa! In origine, nel lontano ‘800, le ‘ntuppatedde erano donne catanesi, provenienti da ogni classe sociale, sposate o nubili, che approfittavano della festa nei pomeriggi del 4 e del 5 febbraio per andare in giro da sole per la città. Lo facevano senza mostrare il viso, avvolte in mantelli scuri perché nessuno le riconoscesse. In quelle occasioni accettavano regali e dolciumi dai passanti, il tutto senza mai farsi vedere, nascoste da veli forati in due punti in corrispondenza degli occhi. La pa­ro­la “ntup­pa­ted­da”, de­ri­va dal si­ci­lia­no “tup­pa”, os­sia la mem­bra­na che chiu­de il gu­scio del­le chioc­cio­le. L’e­le­men­to prin­ci­pa­le che ca­rat­te­riz­za­va le ‘ntup­pa­ted­de era pro­prio il tra­ve­sti­men­to.  L’u­san­za ven­ne ab­ban­do­na­ta dopo il 1868, an­che se da po­chi anio è sta­ta sim­bo­li­ca­men­te ri­pre­sa, qua­si come se la Cit­tà fos­se no­stal­gi­ca dei tem­pi che fu­ro­no. Oggi le ntuppatedde sono performer che danzano in città con rossi fiori in mano.

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