Tesori da scoprire

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Lo sbarcatore dei Turchi di Augusta – Una spiaggia da scoprire

Quando si pensa alla Sicilia e alle sue lussureggianti spiagge, si incorre spesso nell’errore di citare e ricordare solo quelle maggiormente conosciute, per nomea e per numero di visitatori. Spesso, però, questa terra ci riserva delle sorprese, magari in luoghi in cui non avremmo mai cercato ciò che poi ci stupisce. Vi parliamo oggi di un angolo di paradiso azzurro, dove l’acqua è trasparente, le sfumature possono variare dal verde smeraldo al blu cobalto. Ci troviamo ad Augusta, un Comune piccolo, nella provincia di Siracusa ma a un tiro di schioppo da Catania, e ammiriamo lo Sbarcatore dei Turchi. Augusta non è certamente un luogo insignito di medaglie e riconoscimenti per il suo mare, eppure questo lembo di terra brullo ma affascinante, vi ammalierà! Un luogo ancora selvaggio, incontaminato. Le rocce che racchiudono questo specchio di mare cristallino, sono il simbolo reale di una buona conservazione del territorio che non è sfruttato a differenza di altri luoghi di mare. L’accesso è ripido e poco adatto ad anziani e bambini, la scogliera è liscia ed ha due accessi al mare da scirocco e da grecale con al centro l’isolotto dello sbarcatore. Da visitare almeno una volta nella vita e da provare per credere.

 

Ma perchè viene chiamato “Sbarcatore dei Turchi”? Il suo nome sembrerebbe derivare dal fatto che presso questa area (a quei tempi lontana da Augusta) si diceva ci fosse un approdo preferito dai pirati saraceni (chiamati popolanamente “I Turchi”, poichè gran parte di essi veniva dall’attuale Turchia) che molte volte tentarono di invadere la fortificata Augusta; si ricordino le date del 17 Luglio 1551 quando l’eremita augustano Paolo Serra che viveva presso l’attuale Punta Serpaolo (posta a sud dello Sbarcatore dei Turchi) vide attraccare una nave saracena da cui scesero circa un centinaio di pirati saraceni; il frate si mise a suonare una campana per avvisare la popolazione locale affinchè si potesse salvare dai saraceni che però uccisero l’eremita; e quella del 14 Maggio 1594 quando i saraceni, partendo sempre dallo Sbarcatore dei Turchi cercarono per l’ennesima volta di invadere Augusta ma non appena arrivarono presso Augusta si dice apparve “San Domenico” dal cielo su di un cavallo, brandendo una spada dirigendosi minacciosamente verso i saraceni che, terrorizzati, scapparono (anche se molto probabilmente questo fu uno stratagemma utilizzato da alcuni monaci domenicani già presenti ad Augusta per cercare di cogliere di sorpresa i saraceni).

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