Tesori da scoprire

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Segesta

Segesta

L’area in cui sorgeva Segesta è oggi un ampio sito archeologico a più strati. La cinta muraria racchiude due acropoli (Nord e Sud). Accanto l’acropoli Nord sorge il Teatro. Al di fuori delle mura, si trovano il Tempio, il Santuario di Contrada Mango e i resti di una necropoli ellenistica. D’imponente bellezza, il Tempio di Segesta, si erge sul monte Barbaro, alto circa 400 mt sul livello del mare.
Per descrivere la sua suggestività, basta riportare il  pensiero di Goethe che nel 1787, descrisse così il maestoso tempio dorico: “All’estremità di una valle lunga e larga, isolato in vetta a una collina e insieme cinto da rupi, domina lontano un’ampia distesa di terra, ma solo un breve tratto di mare. Il paese d’intorno è immerso in una fertilità malinconica, tutto coltivato, eppure quasi privo di abitazioni umane”.   Secondo alcuni studiosi, è un prodotto di tipo greco per un culto greco. La sua struttura è lievemente diversa dai templi greci canonici, per l’assenza di ogni struttura interna. In tal senso le anomalie riscontrate non avrebbero alcun peso e la cella, al suo interno, sarebbe stata indiziata al livello di fondazioni essendo, per questi studiosi, il tempio un’opera non finita. Altri, invece, dicono che si tratta di un semplice recinto sacro a cielo aperto per un culto non greco. Qualunque sia stata l’organizzazione interna del tempio ed il tipo di culto praticato, è chiaro che la sua funzione preminente era quella religiosa. Segesta, antagonista della vicina Selinunte, era abitata dagli Elimi, un popolo di cultura e tradizione peninsulare che secondo la tradizione antica, era fuggito da Troia ma le cui origini rimangono comunque misteriose. La città di Segesta fu distrutta alla fine del IV secolo a.c. ad opera di Agatocle, tiranno di Siracusa, per poi essere rifondata dai romani e nuovamente devastata dai Vandali. I Normanni, poi, vi costruirono un castello nel XII secolo, riportato alla luce di recente. La fama di questo spettacolare sito archeologico è legata ai suoi due monumenti principali, il tempio dorico per l’appunto e il teatro.
Quest’ultimo è uno degli esempi di architettura teatrale collocabile nel passaggio dal tipo greco a quello romano. La cavea era in parte scavata nella roccia, in parte costruita con un poderoso muro di contenimento. E’ logico supporre che, malgrado il teatro si trovasse in una città non greca, esso dovesse avere quelle funzioni nella città quasi identiche a quelle che un analogo monumento aveva nelle città greche. Fu sempre visibile nel paesaggio, alto, imponente. E’ oggi parte della zona archeologica visitabile di Segesta e viene periodicamente utilizzato per rappresentazioni teatrali.
In questi ultimi anni, comunque, diversi scavi stanno portando alla luce anche resti di un periodo tardo-antico: un villaggio di età musulmana e un successivo insediamento Normanno – Svevo con tracce di un castello alla sommità del Monte Barbaro. Ai due luoghi sacri che si trovavano fuori dalla cinta muraria, al Tempio e al Santuario di contrada Mango, si è aggiunta anche una necropoli ellenistica, scoperta di recente. L’area archeologica di Segesta dista 78km da Palermo e 33km da Trapani ed è una delle aree più suggestive e ricche di storia di tutta la Sicilia.

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